Sciamanesimo Tolteco - Percorso Sciamanico

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Sciamanesimo Tolteco

L’arte degli stregoni non sta nello scegliere quanto nell’essere abbastanza sottile da acconsentire”.
(Castaneda)

I Toltechi erano una civiltà precolombiana che i conquistadores trovarono in Messico e distrussero totalmente facendo sparire la loro lingua, i loro costumi, l’intera loro conoscenza. Erano arrivati da Nord attorno al 200 a.C., si erano mescolati alle popolazioni preesistenti e in parte fusi con i Maia.
Discendevano da una leggendaria civiltà dai templi del serpente e del giaguaro, erano stati guerrieri formidabili e stregoni di grandissima sapienza, e avevano esercitato una grande influenza su Atzechi e Maia. Il loro nome che in lingua ‘nahua’ vuol dire ‘maestri costruttori’.
Si stabilirono prima nella città-stato di Teotihuacan, poi verso il 1000 d. C. nell’interno fondarono la leggendaria Tula, presso l’attuale Città del Messico. Anche la sorella di Nietzsche e Hitler favoleggiarono su una leggendaria TULE.
La città aveva tre grandi piramidi.
Infine migrarono verso lo Yucatan, insediandosi nella città maya di Chichenitza. Avevano una cultura raffinata ed erano esperti di metallurgia, astronomia e magia.
Nel 95 uno sciamano tolteco con un suo assistente venne in Italia con 12 dei, ovvero piante del potere e io ho assistito ai suoi riti, che ci venivano illustrati da una etnologa.
Nella simbiosi tra mondo umano e natura, nel magico mondo tolteco, le piante psicotrope sono usate per comunicare con le altre dimensioni, da esse potevano venire energie aliene che comunicavano con lo stregone prendendo le forme di animali, alleati o guardiani.
Un alleato è un forza che può adottare qualsiasi forma che l’uomo può percepire, un fungo, un uccello, un uomo, un vento, un animale…
Nelle fiabe c’è la memoria di un mondo interdimensionale in cui energie benefiche prendono la forme di piante o animali per aiutare l’eroe e fanno parte del suo ‘sacro’.
Gli sciamani messicani fanno tutt’ora riunioni, dette ‘mitote’, in cui ingeriscono il peyote o piante simili per avere delle visioni.
Erba del diavolo e funghi polverizzati e fumati oppure mangiati sono alleati per viaggiare in altre realtà. L’uso di piante che creano sconnessioni mentali è praticato presso tutto lo sciamanesimo.
Oggi è di moda cercare persone miracolistiche, ecclatanti . . . La gente crede di essere molto spirituale facendo questo mentre cerca solo il circo, cerca sensazioni con cui riempire un vuoto d’anima, e pensa che basti un biglietto della Pan American per trovare ciò che ha perduto.
Ho visto un giovane esaltatissimo che ha penato degli anni per fare questo viaggio e finalmente Sai Baba, tramite l’interprete, gli ha parlato e lui era emozionatissimo e ha detto che l’incontro ha trasformato la sua vita. Gli ho chiesto “Ma cosa ti ha detto Sai Baba?” “Mi ha detto di amare di più”. “E sei andato fino in India per questo? Non ti bastava leggere i Vangeli?”

Siamo esseri fuggitivi, Non saremmo capace della lunga pazienza di anni che ha permesso a Castaneda di diventare uno sciamano. Non abbiamo possibilità, perché ci manca la profondità e la pazienza. Così sempre correndo troveremo solo cose fuggevoli e di scarsa durata, nella vita come nell’anima.
Rapidamente l’uomo prende, rapidamente dimentica. La trasformazione non arriva nel profondo. Dura il tempo della sensazione. Meno di un attimo. Poi la memoria e l’orgoglio inventano ciò che non si è mai fatto frutto maturo. Ma l’impasto non lievitato non si fa pane.
Tristemente noi notiamo che l’uomo non riesce più, da solo, a toccare la sua anima e aspetta di essere miracolato dal di fuori, come se solo il contatto col santo, il guru, il mago, il rito, potesse sanarlo, sbloccando il meccanismo interrotto, aprendo l’avventura interiore.
L’uomo non sa leggere, non sa pensare, non sa amare, non sa sentire l’energia, non sa stare fisso in se stesso.

“Ho desiderato allontanarmi
dal sibilo delle trascorse menzogne
e dall’urlo eterno degli antichi terrori
che più mostruoso ingigantisce mentre il giorno
s’inabissa oltre le colline del mare profondo…
Ho desiderato allontanarmi ma ho paura:
un alito di vita, ancora non spento, potrebbe esplodere
dalla vecchia bugia che brucia ai miei piedi,
e, scoppiando alto nell’aria, spegnermi lo sguardo.”

Dylan Thomas

Lo stregone Don Juan insegna al suo allievo a percorrere un viaggio di consapevolezza ma per Castaneda devono passare 30 anni di dura disciplina prima che egli capisca cosa si intende per viaggio evolutivo di consapevolezza.
“Gli uomini non conoscono la propria essenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai”.
“Lo sciamano è colui che sfiora i confini della totalità dell’energia possibile.”
“La configurazione energetica umana è un conglomerato di campi di energia tenuti insieme da una forza vibratoria che li lega in una sfera luminosa… Gli esseri umani, per chi sa “vedere”, sono esseri luminosi, simili a grandi uova o meglio palle di luce, formate da fasci di fibre in movimento. Il principale è un fascio di luce che esce dalla zona dell’ombelico, esso è di grande importanza per la vita di un uomo ed è il segreto del suo equilibrio. Le persone deboli hanno fibre molto corte, quasi invisibili; le persone forti hanno fibre brillanti e lunghe che sembrano un alone. Dalle fibre si può capire se la persona è sana o se è meschina, se è gentile o traditrice ecc..”

“Sul lato posteriore della palla luminosa c’è un punto che brilla con maggiore intensità, esso è fondamentale perché trasforma l’energia in dati sensoriali. Gli antichi lo chiamarono ‘punto d’unione’ e ritennero che là venisse elaborata la percezione.”
“Nell’uovo luminoso c’è una fessura all’altezza dell’ombelico, quando la morte arriva colpisce questo punto con la forza di una spada.”

Nel corpo il punto di unione si trova tra le scapole.“Per far spostare il mio punto di energia Don Juan mi dette un colpo tra le scapole così forte da farmi mancare il respiro.. pensai di essere svenuto.. lame accecanti sbucavano da ogni dove…Egli disse che per un attimo avevo sognato i filamenti dell’universo”.
Il punto di unione di solito sta ben fisso, così gli uomini credono che la loro visione del reale sia unica e permanente e credono di vedere l’unico mondo possibile “In realtà numerosi mondi sono a disposizione della percezione umana” si può attraversarli quando il punto di unione si sposta.

Nel mondo moderno l’abitudine e l’educazione fissano una particolare distribuzione dell’energia, da cui nasce una determinata percezione della realtà. Lo sciamano rompe questa distribuzione e dunque cambia i parametri ordinari della percezione. Ciò permette di entrare in mondi inimmaginabili.
Ma questo lavoro può essere fatto anche agendo sul corpo. “Se vuoi ottenere il benessere fisico e l’equilibrio mentale hai bisogno di un corpo flessibile…Devi poter trasportare l’energia da un punto all’altro dell’uovo luminoso, spostandola nei centri vitali per raggiungere l’equilibrio. “

Castaneda racconta come arriva a vedere l’aura, dapprima alterando la propria coscienza col pejote, poi con la volontà, come un vero e proprio sciamano. “Vidi un oggetto rotondo luminoso, ogni sua parte si muoveva come se fosse un flusso ondulatorio e ritmico, non si muoveva mai al di là dei suoi limiti, ma trasudava movimento in ogni suo punto…era un palpito che ipnotizzava, un tremolìo infinitamente veloce di qualche cosa.”
“L’aura di uno sciamano è come una sfera luminosa formata da 4 comparti, simili a 4 globi luminosi pressati l’uno contro l’altro… Grazie a questa straordinaria energia, i nagual possono essere intermediari tra mondi… Gli sciamani possono dare l’insegnamento per il lato sinistro che avviene solo in stato di consapevolezza intensa”.

L’iniziazione è graduale, l’uomo deve morire a se stesso, cioè destrutturarsi, perdere la conoscenza ordinaria, e questo è l’atto più difficile. E’ un momento di pura volizione, molto rischioso, perché noi siamo ciò che conosciamo e ci identifichiamo con quello, per cui sentiamo la destrutturazione come una morte, ma non abbiamo altro modo per far entrare il nuovo in noi.
Lo sciamano è uno che ha superato la propria morte, che è nato due volte. Essere morti e rinati è spesso la condizione ottimale per assumere una nuova conoscenza. Molti di coloro che sono tornati da morte o l’hanno scampata miracolosamente spesso si trasformano in sciamani naturali e manifestano chiaroveggenza e altre doti.
La veggenza è un ampliamento delle facoltà percettive (sensi, mente, cuore, intuizione e anima), che produce una consapevolezza intensa, cioè una coscienza straordinaria.
E’ quello che Don Juan chiama “il secondo tipo di attenzione”, con esso possiamo vedere ogni struttura vivente come un campo di radiazioni luminose e possiamo scorgere l’AURA umana come un uovo di luce. “Noi crediamo di essere circondati da oggetti- dice lo stregone- ma in realtà siamo circondati da emanazioni”.

Don Juan chiama la fonte di queste emanazioni: “L’AQUILA”. “Ricordiamo che l’universo è un infinito agglomerato di campi di energia che somigliano a fili di luminosità. Questi campi sono chiamati emanazioni dell’Aquila”.
L’Aquila è dunque l’energia universale e gli esistenti sono le forme che emanano da essa.
“Anche gli esseri umani sono composti da un incalcolabile numero degli stessi filiformi campi di energia. Solo una piccolissima parte di essi sono illuminati da un punto di intenso splendore situato sulla superficie dell’Uovo. In quel punto si addensa la percezione. Quando questo punto si sposta nell’Uovo si cambia tipo di percezione. Quando illumina campi di energia fuori dell’Uovo si ha la percezione di altri mondi.”

“Quando il punto di unione si sposta si ha ciò che si chiama VEDERE.
Ad ogni spostamento corrisponde un mondo, altrettanto reale e obiettivo quando il nostro”.
Lo stregone va in questi mondi per attingere energia, risolvere problemi, conoscere l’ignoto.
Lo aiuta l’Intento, la forza universale che ci permette di percepire. L’intuizione è una nostra facoltà personale, essa può connettersi con l’Intento che è invece un potere universale.
Lo stregone cerca lo stato di consapevolezza intensa per sperimentare tutte le possibilità di percezione, questa ricerca può comportare una morte alternativa (cioè morire al nostro mondo per vivere in altri).

Don Juan insegna due vie per raggiungere questo scopo:
-il Sognare, cioè l’arte e il controllo dei sogni
-e l’Agguato, cioè il controllo del comportamento.

Ricordiamo che, in America come in Siberia, in tutto l’universo sciamanico l’Energia assoluta è chiamata ‘l’Aquila’. La sua forza è invocata dallo sciamano per aiutare il suo volo: “Lo sciamano danza a lungo, cade a terra senza coscienza e la sua anima è innalzata al cielo in una barca trainata da aquile”. Gli indiani del Nordamerica usano le piume d’aquila per le esperienze estatiche, il volo sciamanico e la guarigione. L’aquila è un uccello iniziatico, è un veicolo per l’anima dello stregone perché è in grado di passare da un mondo all’altro. In Siberia è considerata il padre degli sciamani. E’ il simbolo del sole cioè della vita, per gli indù come per gli indiani d’America. Gli sciamani americani portano ali d’aquila.
Gli Aztechi conoscono due energie, una tellurica rappresentata dai guerrieri-giaguaro, l’altra celeste, uranica, rappresentata dai guerrieri-aquila.
Gli imperatori aztechi sedevano su troni con pelle di giaguaro e portavano corone di piume d’aquila.
L’aquila è l’occhio penetrante, che vede tutto, come l’occhio di RA, il falco egizio.
Anche la Bibbia rappresenta spesso gli angeli con volto di aquila.
In Messico come in tutta l’Asia il potere supremo è rappresentato dall’aquila a due teste o bicipite.
“L’Aquila è una forza impersonale, che ha in serbo un’infinità di cose per coloro che osano cercarle. E’ una forza dell’universo, al pari della luce e della gravità, un fattore agglutinante, una forza vibratoria che unisce il conglomerato di campi di energia che corrisponde agli esseri umani in una unità concisa e coesiva. Questa forza vibratoria è il fattore che impedisce all’energia di entrare e uscire dalla palla luminosa”.
“L’Aquila è una forza gigantesca, un immenso agglomerato di campi di energia, il mare oscuro della consapevolezza.”
“Essa presta la consapevolezza a ogni essere vivente, e quando questi muore è costretto a restituirla.”
“Morendo, ogni essere consegna all’Aquila la sua esperienza di vita e la consapevolezza che ne ha tratto.”
“Nella morte la forza vitale entra in un viaggio infinito di percezione, l’energia si trasforma in una forma speciale diversa da prima che conserva tuttavia il marchio della sua individualità.”
“Le emanazioni dell’Aquila sono una entità, in sé immutabile, che comprende tutto, tutto ciò che esiste, tutto ciò che si conosce e tutto ciò che si può conoscere.”
“La nostra luminosità è dovuta a una minuscola parte delle emanazioni dell’Aquila che è racchiusa nel nostro bozzolo a forma di uovo.“
L’uovo luminoso. Questo bozzolo è descritto come alto circa due metri e dieci e largo un metro e sessanta, ma santi e veggenti hanno bozzoli più luminosi e grandi.
“I filamenti del bozzolo sono consapevoli di se stessi, vivi e vibranti, e ce ne sono così tanti che i numeri perdono di significato e ognuno di essi è in sé un’eternità.”
“I veggenti chiamarono la consapevolezza lo splendore dell’uovo luminoso.”
Noi siamo dunque formati da fasci di radiazioni luminose in cui è un punto dove la consapevolezza si raccoglie, punto di unione.
Il mondo è formato da grandi fasce di emanazioni che si riuniscono in gruppi, costituendo tutte le cose, dagli esseri organici a quelli inorganici.
“Don Juan mi spiegò che un veggente vede l’universo come un numero infinito di campi di energia che gli appaiano come filamenti luminosi che si diramano in tutte le direzioni e attraversano le palle luminose cioè gli esseri umani. Un tempo le aure umane erano più alte, non erano palle ma uova, ora esse si sono abbassate, di conseguenza i campi luminosi che toccavano gli uomini alla sommità ora non li toccano più”.
Di queste fasce si parla con varie metafore in tutte le culture e filosofie.
Questa visione somiglia per es. a quella di Plotino e dei Neoplatonici.
Plotino era un filosofo del 3° sec. d.C., nella sua visione mistica tutte le cose emanano progressivamente da Dio; ogni ente viene immaginato come formato da 7 campi di forze, ognuno dominato da una vibrazione, che nel campo vegetale corrisponde a una pianta, nel campo minerale a una pietra, nella banda della luce a un colore, nella scala musicale a un suono, nel mondo astrologico a un pianeta….
Dice Castaneda: “Scoprii che l’energia del nostro mondo tremola. Manda scintille. Non solo gli esseri viventi ma tutto ciò che appartiene al nostro mondo brilla di una personale luce interiore. Don Juan mi spiegò che l’energia del nostro mondo consiste di strati di colori scintillanti… principalmente tre: uno strato superiore bianco latte, un strato vicino verde pallido, un altro color ambra”.
Molte cose lo stregone insegnò a Castaneda. Dopodiché gli lasciò un compito:“Chiudere la porta quando te ne vai”, cioè assumersi la responsabilità di cosa fare con quello che aveva imparato.
E Castaneda trasmise i passi magici chiamandoli Tensegrità, un termine architettonico che indica l’insieme di tensioni e compressioni che costituiscono un muro così che ognuno agisca con la massima efficacia ed economia combinando le proprie energie così come si combinano in una cattedrale gotica le diverse forze che tengono in piedi l’edificio.

TUTTI GLI ARTICOLI DEL SETTORE SCIMANESIMO TOLTECO,
SONO STATI REDATTI dalla d.ssa  Viviana Vivarelli del web Masada, che ringraziamo per la gentile concessione Mitakuye Oyasin Cristian Sinisi




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